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Teoria della barca a vela

Qui di seguito troverai un pò di teoria della barca a vela. Possono sembrare molti nomi a cui non si darà mai una collocazione perchè sono diversi e sfuggenti, ma non preoccuparti vedrai che lentamente avrai una padronanza delle basi della vela che non ti aspetti.

Le barche a vela si possono distinguere in "derive", vale a dire piccole barche, normalmente sotto i 5-6 metri, non abitabili, senza motore, destinate ad un uso sportivo o a brevi escursioni e "barche a chiglia" ovvero barche dotate di una chiglia appesantita (o bulbo) ed in genere attrezzate per una permanenza più lunga (ad esempio con spazi per cucinare, dormire, bagni, ecc.) e navigazioni a più ampio raggio...il tipo di barca che noi useremo.
Le barche a vela possono essere monoscafo o multiscafo. Se a due scafi vengono definite catamarani, se a tre scafi trimarani.

Una barca a vela si compone di numerose parti.
Tra le principali: 1 - randa 2 - fiocco 3 - spinnaker 4 - scafo 5 - deriva 6 - timone 7 - skeg 8 - albero 9 - crocette 10 - sartie 11 - scotta della randa 12 - boma 13 - albero 14 - tangone 15 - paterazzo 16 - strallo 17 - vang

Una barca a vela per poter navigare ha bisogno della forza del vento sulle vele. Essa può posizionarsi a varie angolature rispetto alla direzione del vento, in base alla rotta che decide di tenere. Le barche a vela non possono risalire il vento entro un angolo di un centinaio di gradi con bisettrice la direzione del vento;le barche da regata più performanti possono ridurre l'angolo morto a circa 70°, che significa stringere di molto la direzione del vento senza perdere velocità.

L'andatura schematizzata in teoria a 45º dal vento è la cosiddetta bolina stretta. Si raggiunge quando una barca è al limite del controvento; tuttavia il vento continua a fare pressione sulla superficie velica.
A 60º dalla direzione di provenienza del vento, si passa alla bolina larga dove si "lascano" (lasciano) le scotte per gonfiare le vele.
A 90º sulla perpendicolare del vento si ha il traverso.
A 120º il lasco.
A 150º il granlasco.
A 180º l'andatura di poppa o fil di ruota.
Durante l'andatura di bolina, le vele "portano" anche grazie ad un fenomeno chiamato vento apparente, che è il vento creato dalla andatura stessa della barca.

La vela
La vela è una superficie di tela o di materiale sintetico, con una forma adatta alla propulsione. Il suo funzionamento si basa sull'interazione fra il vento (o più generalmente l'aria) e uno o più elementi fissi o mobili presenti sul mezzo di trasporto che fa uso di tale sistema di propulsione.
La propulsione a vela è uno dei più antichi sistemi di propulsione noti ed utilizzati dall'uomo. La vela è stata da tempi antichissimi utilizzata nella propulsione delle imbarcazioni (si hanno indicazioni di imbarcazioni a vela risalenti a circa 6000 a.C.).

Funzionamento della vela su una imbarcazione
Una vela è una superficie intesa a generare spinta quando su essa incide del vento. Il principio di funzionamento è identico a quello di un'ala orientata verticalmente. Per comprenderne il funzionamento è necessario fare una distinzione tra andature portanti (lasco e poppa), nelle quali il vento viene prevalentemente dalla parte posteriore dell' imbarcazione, e le altre, nelle quali, invece, il vento investe la barca con un angolo inferiore o uguale a novanta gradi (traverso e bolina). Nel caso delle andature portanti il funzionamento è prevalentemente fondato sulla spinta che la vela riceve dal vento. Negli altri casi la vela funziona esattamente come un ala. Il vento, incontrando la superficie della vela, genera sopravento alla stessa una zona di pressione maggiore rispetto a quella generata sulla parte sottovento. Tale differenza di pressione crea una portanza che, in base all'effetto Venturi, genera una forza che risucchia la barca verso la zona di depressione. Nelle barche a vela una chiglia o una deriva vengono usate per convertire questa forza laterale in un movimento in avanti della barca. La componente laterale del moto che una barca a vela presenta quando avanza grazie alla pressione del vento sulle vele è denominata deriva e produce uno scarroccio ovvero uno scostamento della rotta dalla prua, scostamento che comporta un angolo di incidenza positivo sulla superficie di deriva che produce a sua volta una forza opposta alla componente laterale della spinta delle vele.

La rosa dei venti è la rappresentazione schematica dei punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest e delle direzioni da questi determinate, diffusasi a partire dalla Repubblica di Amalfi, ai tempi delle Repubbliche Marinare.

 

La rosa dei venti più semplice è quella a 4 punte formata dai soli quattro punti cardinali:

Nord (N 0°) anche detto settentrione o mezzanotte e dal quale spira il vento detto tramontana
Est (E 90°) anche detto oriente o levante e dal quale spira il vento detto levante
Sud (S 180°) anche detto meridione e dal quale spira il vento detto mezzogiorno oppure ostro
Ovest (W 270°) anche detto occidente o ponente e dal quale spira il vento detto ponente
Tra i quattro punti cardinali principali si possono fissare 4 punti intermedi:

Nord-est (NE 45°), dal quale spira il vento di grecale (chiamato anche greco)
Sud-est (SE 135°), dal quale spira il vento di scirocco
Sud-ovest (SW 225°), dal quale spira il vento di libeccio
Nord-ovest (NW 315°), dal quale spira il vento di maestrale

...bene, ora hai un'idea della vela e del suo mondo, non resta che vivere di persona questa esperienza con la natura e con altri amici che troverai in barca.

Ti aspettiamo...

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